Dopo i Mondiali maschili: come i Paesi africani possono sfruttare lo

Perché conta

I Mondiali di calcio 2022 hanno offerto ai Paesi africani un'opportunità unica di visibilità internazionale, con cinque squadre qualificate per la competizione. Questa visibilità può essere sfruttata per promuovere lo sviluppo sportivo e la diplomazia, elementi chiave per il progresso sociale ed economico in Africa. L'analisi di Brookings evidenzia come il successo sportivo possa tradursi in opportunità diplomatiche e di sviluppo, contribuendo a rafforzare le relazioni internazionali.

Contesto

L'analisi si concentra su come le nazioni africane, dopo il successo ai Mondiali, possano utilizzare lo sport per promuovere il proprio sviluppo e migliorare la diplomazia. L'esempio dei Springboks dimostra come il trionfo sportivo possa unire un paese e rafforzare l'orgoglio nazionale, suggerendo che simili strategie potrebbero essere adottate anche nel calcio.

Punti chiave

  • Dopo i Mondiali maschili: come i Paesi africani possono sfruttare lo.
  • Analisi di come i paesi africani possono sfruttare lo sport per lo sviluppo e la diplomazia dopo i Mondiali 2022.
  • After the men’s World Cup: How African countries can leverage sports for development and diplomacy - brookings.edu.
Un’analisi su come i Paesi africani possano sfruttare lo sport per sviluppo e diplomazia dopo i Mondiali 2022. I Mondiali di calcio 2022 in Qatar si sono conclusi, e con essi si è chiusa anche la parentesi di visibilità globale che i Paesi africani avevano grazie ai loro rappresentanti nella competizione. Infatti, quest’anno per la prima volta in un Mondiale si erano qualificati ben cinque Paesi africani: Senegal, Camerun, Tunisia, Ghana e Marocco. Quest’ultimo ha fatto la storia raggiungendo le semifinali, mentre il Senegal è giunto agli ottavi di finale. Gli altri due Paesi, Ghana e Portogallo, sono stati inseriti nello stesso girone, per cui si sono sfidati, e il Ghana non ha superato il turno. Tuttavia, come possono i Paesi africani sfruttare il successo sportivo e la visibilità raggiunta durante i Mondiali per sviluppare ulteriormente il proprio sport e anche per avere una visibilità diplomatica maggiore? A questa domanda cerca di rispondere un articolo pubblicato dal think tank Brookings e intitolato "After the men’s World Cup: How African countries can leverage sports for development and diplomacy". Secondo l’autore dell’articolo, Sabelo Mlangeni, uno degli ambiti in cui si può e si deve investire è quello della diplomazia sportiva. Mlangeni cita nel suo articolo il caso della Nazionale di rugby del Sudafrica, i cosiddetti Springboks, che sono riusciti a vincere i Mondiali di rugby del 2023 in Francia. La vittoria dei Mondiali da parte della squadra di rugby del Sudafrica è stata accolta con grande entusiasmo e grande orgoglio nazionale, e il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha dichiarato che gli Springboks erano stati una fonte di unità per il Paese e quindi bisognava investire di più nello sport. Ecco, secondo Mlangeni, i Paesi africani dovrebbero seguire l’esempio del Sudafrica e della sua squadra di rugby, investendo di più nello sport, ma non solo per raggiungere successi sportivi, quanto proprio per utilizzare le vittorie e i successi sportivi come strumenti di unità nazionale. Un altro ambito in cui i Paesi africani dovrebbero investire è quello dello sport per lo sviluppo, e qui Mlangeni fa un esempio, anzi ne cita due, molto interessanti. Il primo esempio è quello del Marocco, che ha deciso di investire nello sport nelle scuole. Infatti, il re del Marocco, Mohammed VI, ha lanciato un’iniziativa che prevede la costruzione di 5000 impianti sportivi nelle scuole di tutto il Paese, e questa iniziativa, secondo Mlangeni, dovrebbe garantire una maggiore partecipazione degli studenti, soprattutto delle studentesse, alle attività sportive. Il secondo esempio è quello del Ghana, dove una ONG, cioè un’organizzazione non governativa, sta portando avanti un progetto che si chiama "Goalz" e che ha come obiettivo proprio quello di incentivare i ragazzi e le ragazze a praticare sport, ma allo stesso tempo anche di sviluppare le loro capacità, le loro competenze in ambito professionale. Quindi, in conclusione, secondo Mlangeni è ora di smettere di considerare lo sport in Africa soltanto come una questione di intrattenimento, ma bisogna dargli un valore aggiunto, un valore di sviluppo e un valore di maggiore visibilità e di maggiore utilità anche sul piano della diplomazia.

Cosa succede ora

Dopo il Mondiale, i Paesi africani sono chiamati a investire nella diplomazia sportiva, seguendo l'esempio dei Springboks sudafricani. L'articolo suggerisce che, attraverso eventi sportivi e collaborazioni internazionali, le nazioni africane possono migliorare la loro immagine globale e attrarre investimenti. Inoltre, si prevede un aumento dell'interesse verso lo sport come strumento di sviluppo, con potenziali benefici per le comunità locali.

Frequently Asked Questions

Cosa è successo dopo i Mondiali di calcio 2022?

I Mondiali di calcio 2022 in Qatar si sono conclusi, portando visibilità globale ai Paesi africani che vi hanno partecipato.

Chi ha confermato l'importanza dello sport per lo sviluppo in Africa?

L'importanza dello sport per lo sviluppo in Africa è stata confermata nell'articolo di Sabelo Mlangeni pubblicato dal think tank Brookings.

Perché ora è importante sfruttare il successo sportivo in Africa?

È importante sfruttare il successo sportivo ora per sviluppare ulteriormente il proprio sport e aumentare la visibilità diplomatica dei Paesi africani.

Quali cambiamenti suggerisce l'articolo per i Paesi africani?

L'articolo suggerisce di investire nella diplomazia sportiva e di utilizzare il successo sportivo per promuovere l'unità e lo sviluppo.

Quali Paesi africani si sono qualificati ai Mondiali 2022?

I Paesi africani che si sono qualificati ai Mondiali 2022 sono Senegal, Camerun, Tunisia, Ghana e Marocco.

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